Il bonus dei 600 euro: il Governo coglie l’occasione per farsi un quadro più preciso sul mondo delle collaborazioni sportive

La procedura organizzata da Sport e Salute per la richiesta del bonus e le dichiarazioni del Ministro Spadafora ci sembrano due primi passi ben fatti sulla strada per far luce e iniziare a organizzare il “lavoro” sportivo.

Nella giornata precedente era stato emanato il decreto interministeriale (Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport) sulla base del quale sono state definite le modalità di presentazione delle domande a Sport e Salute per ricevere l’indennità di 600 euro prevista dal Decreto Legge “Cura Italia” per il mese di marzo 2020 a favore dei collaboratori sportivi, ai sensi dell’art. 96 del d.l.18/2020.

La gestione di Sport e Salute

Innanzitutto, è doveroso complimentarsi con Sport e Salute per la sinora ottima gestione delle modalità di accesso, della piattaforma informatica e della comunicazione: con il sistema di prenotazione mediante sms (339-9940875) si è riusciti da un lato a certificare con precisione l’ordine di arrivo delle “prenotazioni”, dall’altro a scaglionare gli accessi al sito evitandone il collasso; con la creazione di un indirizzo mail (curaitalia@sportesalute.eu) e un canale Telegram dedicato (https://t.me/SporteSalute) è stato (ed è tutt’ora, dato che vengono continuamente aggiornate) possibile diramare in modo rapido ed efficace le istruzioni per la prenotazione via sms, FAQ in costante aggiornamento e le istruzioni per la compilazione della domanda.

Si è avuta la capacità di rivolgersi ad una platea “agile”, con una modalità altrettanto agile: veloce, semplice, immediata … Ci piace poterne apprezzare l’efficienza!

L’acquisizione di informazioni: un censimento del mondo sportivo

Secondariamente, possiamo affermare che nel giro di pochi giorni Sport e Salute riuscirà ad acquisire una enorme quantità di informazioni significative circa la platea del mondo sportivo: da un lato, relativamente alle a.s.d. e s.s.d., quali soggetti committenti; dall’altro, relativamente alle persone pagate ai sensi dell’art. 67, lett. m), T.U.I.R., quali soggetti collaboratori.

Certo, l’incentivo economico è un grande aiuto e le informazioni sono circoscritte ai soli collaboratori che percepiscono compensi, ma il risultato è sicuramente notevole, soprattutto se raffrontato alle mille difficoltà che ha incontrato e sta incontrando il Registro Coni nel raccogliere – lui a tutto tondo – dati sul “sistema sport”.

Relativamente alle a.s.d./s.s.d., con un semplice incrocio con i dati già a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, mediante l’indicazione del codice fiscale e del soggetto che corrisponde i compensi (o almeno uno dei soggetti, se il collaboratore ha rapporti con più di un sodalizio), sarà possibile incrociare i dati dei percettori dell’anno 2019 e 2020, onde verificare l’avvenuta trasmissione delle CU (certificazione unica) relativamente ai compensi sportivi erogati; sarà possibile verificare l’avvenuta comunicazione preventiva al Centro Impiego dei collaboratori amministrativo gestionali; sarà possibile individuare quale sia il numero di collaboratori di ciascun ente e le risorse loro destinate.

Relativamente ai collaboratori, le informazioni assunte permetteranno di censire:

– i soggetti che non percepiscono altri redditi da lavoro, oltre ai compensi sportivi: sono infatti esclusi dai beneficiari, ai sensi dell’art. 3, co. 2 del d.m., i titolari di partita iva, i titolari di un rapporto di lavoro dipendente o assimilato al lavoro dipendente, oppure pensionati;

– i soggetti con compensi inferiori e superiori a euro 10mila: deve essere indicato il totale dei compensi percepiti nell’anno 2019, e dal contrattto o lettera d’incarico si potrà vedere quello stabilito (da almeno uno dei committenti) per l’anno successivo

– i soggetti titolari di contratto amministrativo gestionale: in fase di compilazione deve essere indicata “la tipologia di collaborazione e quindi l’incarico che svolgi”

– i soggetti mono e pluricommittenti: deve essere allegato il contratto (o uno dei contratti) attivo alla data del 23 febbraio 2020 e in corso di validità al 17 marzo 2020, con indicazione del compenso contrattualizzato per il periodo di durata del contratto e può essere indicato se il soggetto abbia ulteriori rapporti di collaborazione sportiva;

– i soggetti tesserati e quelli privi di tesseramento sportivo (ente presso cui il collaboratore è tesserato, la tipologia del tesseramento  – es. atleta, tecnico, dirigente, …)  e il numero della tessera per ogni eventuale risconto con i dati sul Registro Coni

– i soggetti in possesso di “abilitazioni professionali in ambito sportivo”

Sulla base dei dati forniti, risulterà pertanto censita la platea di coloro che “campano di sport”, rispetto alla platea di coloro che, per lo più giovanissimi, spesso studenti, percepiscono somme al di sotto della soglia dei 10 mila euro: una importante fotografia, essenziale per poter attuare la riforma dello sport attualmente in corso e per la quale la legge 86/2019 ha previsto 12 mesi, scadenti il prossimo agosto, per l’emanazione dei relativi decreti delegati.

Esigenza di censimento, ben rappresentata nelle dichiarazione del Ministro Spadafora di ieri, 7 aprile, di cui riportiamo alcuni passaggi a nostro parere essenziali nell’ottica della prossima riforma:

-“ho chiesto per la prima volta che entrasse formalmente anche nella ampia area del mondo del lavoro questa categoria dei collaboratori sportivi che altrimenti per la peculiarità, le caratteristiche, le agevolazioni fiscali che ha questo settore del mondo lavorativo non sarebbero rientrati nelle altre agevolazioni previsto, per esempio, di chi è iscritto alla gestione separata dell’inps o alle casse

-“quando io ho chiesto alle federazioni sportive, al CONI, a tutti i soggetti sportivi di darmi dei dati certi su questo mondo, nessuno è stato in grado di darmi un dato certo: tutti hanno dato dei dati assolutamente approssimativi ma nessuno si è assunto la responsabilità … di certificare

-“questo mondo non è stato mai troppo considerato, non è stato mai riformato per consentire tutte le tutele e le garanzie ai lavoratori del mondo sportivo che oggi non hanno nessun tipo di tutela e di garanzia …”.

E se i dati raccolti consentiranno di mettere chiarezza e ordine nel sistema dei compensi sportivi, tutto il mondo dello sport dilettantistico non potrà che trarne beneficio.

Fonte FiscoSport

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