La Danza, un rimedio contro il bullismo.

Alessandra Cortesia, diciottenne del trevigiano, diventa “Alfiere della Repubblica” .

Grazie alla Break Dance, di cui si è sentito ultimamente parlare per l’inserimento di tale disciplina tra quelle olimpioniche, la giovane ragazza ha superato il problema del bullismo.

Putroppo tale problema è sempre più diffuso, soprattutto tra gli adolescenti, ma grazie alla danza questa ragazza ha trovato la forza per andare avanti e dare un senso alla propria vita.

Insieme alla giovane danzatrice altri 29 ragazzi che si sono distinti come “costruttori di comunità, attraverso il loro impegno, hanno ricevuto dal Presidente della Repubblicata tale onoreficenza.
Agli Youth Olympic Games che si sono svolti a Buenos Aires lo scorso ottobre Alessandra ha vinto uno storico argento nel mixed team in coppia con l’argentino Mariano Carvajal, ma il suo percorso è iniziato ben lontano dell’Urban Park di Rio de la Plata, da una vittoria conquistata nella vita quotidiana proprio grazie allo sport.

“Ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi giovanili di break dance, a Buenos Aires – si legge nella motivazione diffusa dal Quirinale -. Il suo successo è frutto di talento, ma anche di una grande forza di volontà, dopo aver subito lo scherno e l’emarginazione da parte dei compagni per essere la più piccola della classe, oltre che una delle più brave. Quando veniva “bullizzata” riceveva lettere minatorie, ed era costretta a portare gli zaini pesanti di tutti. Ballando, allenandosi quattro ore al giorno, ha acquisito fiducia in se stessa e questo l’ha spinta a ribellarsi e a non subire più. Un esempio di riscatto attraverso la danza”.

Grazie alla decisione del Comitato Organizzatore dei Giochi di Parigi 2024 che ha proposto la break dance come nuova disciplina da introdurre anche nelle Olimpiadi dei ‘grandi’, Alessandra per prima e altri giovani talenti poi, potranno continuare a seguire il proprio sogno.

Spiazzanti le parole delle ragazza che ha riferito di aver trovato nella nuova disciplina olimpica una fonte di riscatto a dispetto di chi invece l’ha bullizzata senza concludere nulla di concreto nella propria vita.

Certamente lei ha già vinto e, speriamo che con il suo esempio, aiuterà a vincere, attraverso lo sport, tanti altri coetanei vittimi di questa piaga.

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